Una sorellina nel pancione

Ricordo il mio pancione. Ho detto al mio rospetto che nella pancia della mamma c’era un bambino piccolo piccolo quando ero incinta di tre mesi e la mia pancetta cominciava a vedersi. Lui aveva solo 13 mesi, diceva poche parole, quelle essenziali, cioè: mamma, papà, nonna e … Peppa!  Mi ha ascoltato, mentre io gli dicevo che avrebbe avuto un fratellino o una sorellina piccoli piccoli con cui giocare, ma sul momento la notizia non è sembrata toccarlo più di tanto.

Nei mesi successivi abbiamo saputo che sarebbe arrivata una sorellina. La mia pancia diventava più ingombrante. Quando gli chiedevamo: dove sta la sorellina ? Lui si avvicinava .e metteva la mano sulla mia pancia, a volte prendeva male la mira e indicava il mio petto. Quando mi spogliavo era incuriosito dal pancione e spesso veniva ad alzarmi la maglietta per controllare la situazione. A volte alzava anche la sua maglietta e mi mostrava orgoglioso  il suo bel pancino.

Ci sono state anche delle volte in cui si è avvicinato per dare dei bacini e delle carezzine  alla sorellina nel pancione. Wow, che fratellino!!

Beh insomma tutto qui ?  Niente capricci, dispetti, musi lunghi, pianti, febbri psicosomatiche, regressioni, bombe a mano? Ebbene sì il mio rospetto si comportava benissimo. Per circa 8 mesi ha profuso bacini, ha piegato i vestitini della sorellina insieme a me, ha assistito a un’ecografia nello studio della ginecologa (dove ha semidistrutto il suo studio, ma quella è un altra storia…) . Bene, mi sono crogiolata in questa serenità fino a che è accaduto quello che una parte di me temeva… si è svegliato il mostroooo !!

Il suo sesto senso di bambino deve averlo avvertito che il tempo stava per scadere e che quella sorellina non sarebbe rimasta a lungo nella pancia buona e zitta. Ha percepito che il nemico stava arrivando…O più semplicemente si è sentito spaesato di fronte alla novità, a qualcosa che non sapeva identificare, classificare e che probabilmente gli creava un pochino di ansia.

Così ha ripreso a svegliarsi la notte e piano piano si è rinsinuato nel nostro letto senza grandi proteste da parte nostra, che volevamo solo rassicurarlo. Qualche protesta da parte mia c’è stata quando ho cominciato a trovarmelo appiccicato alla gamba per gran parte della giornata. Sì figlio mio sei sempre stato un mammone ma adesso, come dire, stiamo un pochino esagerando… Non mi perdeva di vista un attimo, era la mia ombra. Ad un certo punto persino l’ombra di Peter Pan si è staccata un attimo e si è presa un pochino di libertà, non so, per prendersi un caffè in santa pace. Lui no. Mai. Nemmeno in bagno ero sola. Mai. Beh ora che ci penso erano già 18 mesi che non mi trovavo più da sola in bagno…

L’inizio di tutto questo potrei ricondurlo a quel giorno sotto Natale in cui vennero a pranzo da noi delle mie vecchie amiche. Eravamo sulla soglia di casa, le stavo salutando dopo la giornata trascorsa insieme, una di loro mi ha messo la mano sulla pancia. Non era la prima volta che capitava. Ma Quella volta lì è scattato l’allarme. Il piccolo Rospetto è venuto, mi ha presa per mano portandomi verso il divano e a loro ha detto: “Ciaooo!”. Tutti si sono messi a ridere, invece io e lui ci siamo capiti. Ha rivendicato la sua proprietà, basta co’ sta sorella!! Momento topico: Sguardo di terrore mio nel suo sguardo furbetto, l’immagine si sfuma, le telecamere si spengono. Tutti in attesa del secondo tempo per capire come andrà a finire…

 

 

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