Tempo per me

Altra nottataccia, in più il piccolo è stato noioso per tutta la mattina. Mai come oggi ho atteso con ansia l’arrivo dei miei genitori.

Loro cercano di raggiungerci una volta a settimana e per me quella giornata è sempre una vera boccata d’ossigeno. La considero una giornata dalla quale ottenere il massimo per me stessa.

Quindi anche oggi subito dopo il loro arrivo, ho dato il via ai miei rituali.

  1. Doccia extralunga. Oggi ne avevo più bisogno che mai! Sotto l’acqua calda ho cercato di far scivolare via tutta la stanchezza, lo stress e i pensieri della settimana.
  2. Depilazione. Sempre più difficile perché non vedo più nulla al di sotto della pancia, ma spero di aver fatto un lavoro decente.
  3. Crema corpo. Chi ha il tempo di metterla di solito?
  4. Olio di mandorle sui punti messi a rischio dalla gravidanza  con annessa esplorazione per accertarmi che non siano comparse smagliature.
  5. Esultanza e ringraziamento a madre natura perché anche questa volta sembra che la stia scampando senza danni estetici permanenti.
  6. Messa in piega. Cosa di cui non sono assolutamente capace. Ma almeno ho tutto il tempo per godermi il calore del phon sulla testa. Di solito mi  limito a mettere un asciugamano in testa per tamponare i capelli confidando che quando ricorderò di toglierlo i capelli abbiano una piega perfetta come per incanto. Ovviamente non è mai così. Mi ritrovo i capelli elettrici, informi…una pettinatura alla Maga Magò.
  7. Vestizione. Qui direi fallimento su tutta la linea. I miei pantaloni beige premaman sono da stirare. I leggins sono ancora bagnati. Prendo i pantaloni neri premaman e mi accorgo che hanno un buco enorme proprio sulla cucitura del sedere. Quelli grigi sono macchiati di pappa… (Dio mio, come mi sono ridotta?). Alla fine ripiego su jeans premaman e maglietta e mi rendo conto che mio marito ha davvero ragione quando dice che non mi curo più e non mi faccio più carina. Mi appunto mentalmente che devo trovare il tempo di sistemare il mio guardaroba
  8. Crema viso, baffetti e sopracciglia
  9.  Smalto. Quello che avevo era ormai quasi completamente tolto. Orribile!

A questo punto, più o meno soddisfatta ma soprattutto, più rilassata ne approfitto per fare due passi. Due passi senza passeggino, senza fermarmi di continuo per raccogliere la scarpina che il mio amore si toglie di continuo, senza inventarmi mille trucchi per trattenerlo sul passeggino giusto il tempo di finire di fare la spesa e così via…

Mi immergo in un po’ di sano egoismo, tempo per me senza sensi di colpa. Faccio due passi sereni, faccio la spesa con tranquillità, guardo le vetrine dei negozi anche se adesso la mia panciona non mi consente di fare shopping.

Poi me ne torno a casa, rigenerata. E la cosa più bella è trovare il mio pargoletto che mi viene incontro a braccia aperte dicendo : Mamma, Mamma!

 

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