La prima febbre non si scorda più

Il mio piccolo stasera ha un po’ di febbre. Colpa di queste strane giornate autunnali in cui non sai mai come vestirti. Senti freddo e poi in un attimo ti ritrovi a sudare.

Comunque la situazione è sotto controllo, niente a che vedere con quello che è successo con la sua prima febbre…Quella chi se la scorda?1

…Aveva 9 mesi. Verso sera l’ho visto strano, un po’ mogio rispetto al terremoto che è di solito. Gli ho misurato la febbre: 38,5 C°. Gli ho messo subito la supposta. Mi sono messa a dormire solo dopo essermi accertata che la febbre stava scendendo. Non ho dormito molto, ero in ansia. E infatti, dopo nemmeno tre ore, gli ho  misurato di nuovo la temperatura. Lo sentivo respirare male, affannato. E infatti: 40,5 C°… Ansia…

Ho svegliato mio marito. Pure lui si è un po’ preoccupato di fronte alla situazione. Io cercavo di mantenere la calma, ma nella mia mente di madre inesperta e leggermente ansiosa lampeggiavano parole oscure e drammatiche come convulsioni e meningite…

 Non sapevo se potevo rimettere la supposta a poca distanza dall’altra o se dovessi aspettare comunque le sei ore. Soprattutto mi domandavo se la supposta precedente fosse andata a buon fine o se l’avesse espulsa in gran parte nella cacca che aveva fatto poco dopo la somministarzione. Ovviamente queste cose succedono nei momenti più assurdi.  Non in un normale lunedì mattina. Ma alle 3 di notte. La notte tra il sabato e la domenica di Pasqua.  A quell’ora non mi sentivo di svegliare mia sorella per chiederle un consiglio.  Il mio pediatra non visita a casa,figuriamoci di notte, figuriamoci la notte di Pasqua. Abbiamo cercato su internet il numero di una guardia medica ma la ricerca è stata un fallimento.  Almeno nella mia zona non esistono più i medici che vengono a casa come quando ero bambina e neanche chi ti consiglia al telefono.

. Nel frattempo il piccolino nonostante l’avessi alleggerito dal pigiamino, l’avessi rinfrescato sui polsi, sulla fronte e sulla nuca non accennava a stare meglio. Eppure nonostante tutto ha guardato il padre e con la manina gli ha fatto ciao ciao e un sorrisone. Una scena strappalacrime, degna di una puntata di Grey’s Anatomy.

Ad un certo punto ho visto che il bambino  tremava e che le sue manine erano diventate viola… Panico… Panico vero!

Non sapendo più cosa fare, ci siamo decisi ad avviarci verso il Pronto Soccorso Pediatrico. Non sapendo la strada, ci abbiamo messo più di un’ora. Nel frattempo in macchina ho dato al mio piccolo di nuovo il paracetamolo, questa volta per bocca. Il risultato è stato che quando gli hanno misurato la temperatura all’accettazione del pronto soccorso non avesse nemmeno 37 C°.  Ma porc… In più l’acida infermiera che era alla fine del suo turno mi ha detto: “Signora non lo sa che la febbre di un bambino dura tre giorni? Cosa è venuta a fare?”.  Io, sorriso di circostanza:  “Mi scusi ma è la prima febbre, non scendeva, lui è così piccolo e mi sono preoccupata…” ( “No, non lo sapevo brutta stronza altrimenti non sarei corsa qui durante la notte…”).

Risultato: codice verde. Ovvero tre ore e mezza di attesa.

Quando è stato il nostro turno la febbre era risalita. Per fortuna abbiamo trovato una dottoressa gentilissima che mi ha spiegato che durante la febbre è normale che capiti di vedere le manine dei bambini diventare viola o che compaiano dei tremori. L’importante è che la febbre scenda sotto l’effetto delle medicine e non duri oltre tre o quattro giorni.

Ci siamo tranquillizzati. Siamo tornati a casa quasi a mezzo giorno devastati dalla nottataccia e dalla mattinata di attesa, ma contenti di aver seguito l’istinto.  Abbiamo aggiunto qualcosa al nostro piccolo bagaglio di conoscenza ed esperienza genitoriale e quella prima Pasqua con il nostro piccolo non la dimenticheremo mai!

 

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