Parto cesareo, la mia esperienza

SAM_1596Il mio primo bambino è nato con un parto cesareo d’urgenza. Dopo 10 ore di travaglio e ben due stimolazioni con l’ossitocina, il rospetto ha iniziato a soffrire.  Ho visto i suoi battiti scendere paurosamente.

Ho capito che sarei finita in sala operatoria dal movimento concitato che mi sono trovata intorno all’improvviso. Mi hanno detto di avvisare mio marito. Lui era andato ad appoggiarsi un po’ in macchina nel parcheggio dell’ospedale. Erano le 2.30 di notte. Mi ha risposto al primo squillo, non deve aver capito molto di quello che gli ho detto perché quando è salito in stanza pensava di entrare in sala parto con me. Ha visto che mi spogliavano completamente in mezzo alla stanza e mi portavano via in barella. Le infermiere l’hanno fermato mentre mi seguiva e gli hanno spiegato che in sala operatoria non si poteva entrare. Quando ha capito, ha chiesto se poteva entrare un attimo per salutarmi.

Quando l’ho visto entrare nella sala operatoria sono stata contentissima e l’ho amato come mai. Io ero terrorizzata. Temevo per il bambino. Avevo paura  dell’operazione, la prima della mia vita. Mi sentivo frastornata, confusa, agitata…

Gli anestesisti sono stati carinissimi, mi sono stati vicini, mi hanno tranquillizzata e ad  un certo punto uno di loro mi ha detto: “Adesso lo sentirai piangere!”. Erano passati solo 10 minuti. Ho sentito la sua vocina e poco dopo me l’hanno fatto vedere. Un’immagine che ho ancora davanti agli occhi come se fosse successo ieri. Era avvolto nel telo verde. Aveva gli occhi aperti. Ed era rosso di capelli!

Lo fanno uscire dalla sala subito dopo. Io ho avuto appena il tempo di pensare che inaspettatamente il mio bambino aveva preso i colori di mia nonna e di mia sorella mentre noi ci aspettavamo un bimbo scuro come me. L’anestesista mi dice: ” Ti facciamo dormire un po’ mentre ricuciamo.”  Io rispondo: ” No, non vorrei dormire…”

Quando mi rigiro verso i medici, vedo la mia ginecologa.  Ma questa quando è arrivata?!  Ho pensato che nell’agitazione non mi ero accorta che mi stesse operando lei. Per non fare figuracce non ho chiesto nulla. Ho fatto la vaga e ho solo risposto alle sue domande.

Quando mi hanno riportata nella mia stanza la sensazione più spiacevole è stata quella di non sentire affatto le gambe. Sembravano quelle di un’altra persona.

Mio marito è entrato in stanza. Mi ha riempita di baci e poi mi ha detto: “E’ rosso!”. Anche lui era rimasto sorpreso…

Io ero ancora frastornata. ” Dopo che hanno portato fuori lui, tu sei rimasta dentro quasi un’ora. Mi stavo preoccupando… Sono tanto orgoglioso di te!”.  Un’ora?? Ah ecco! allora mi hanno addormentata…  La mia ginecologa non si è materializzata nella stanza come la fata madrina ma è arrivata mentre dormivo… Bene accertatami di questo, adesso rivorrei solo le mia gambe…

Il maritino è scappato via inseguito dalle infermiere perché a quell’ora non poteva stare in stanza con me.

Sono rimasta da sola. Non sentivo alcun dolore. Toccando una gamba cominciavo a risentire una vaga sensazione di autopercezione sulla coscia.

Non avevo sonno.

Sono diventata madre! Sono stata assalita da una sensazione difficilmente spiegabile. Avevo fatto una buona parte del travaglio, sarei voluta arrivare fino alla fine e dare alla luce mio figlio in modo naturale. Invece all’improvviso, in un attimo, l’avevano tirato fuori.

Avevo voglia di vederlo. Di guardarlo bene. Mi mancava, e ho iniziato a piangere. Finalmente un pianto liberatorio.

Quando me l’hanno portato non riuscivo ancora crederci. Lui era lì, tra le mie braccia. Non era più nella mia pancia. Non capivo ancora come fosse possibile….Da dove sei arrivato tu?

Successivamente non ho avuto grandi dolori. La flebo di morfina che mi hanno lasciata per tutto il primo giorno era più che sufficiente, anche troppo per me che non sono abituata a prendere medicine, e infatti ho lasciato sul comodino le pastiglie di antidolorifici che mi hanno portato.

Sono rimasta 24 ore senza mangiare e senza bere. I liquidi e i sali minerali mi arrivavano attraverso la flebo. Il gran caldo di quei giorni però mi ha fatta soffrire, sentivo la bocca arsa e un gran desiderio di bere.

La mattina dopo mi hanno fatta alzare dal letto e ho ripreso a bere e a mangiare pasti leggeri.

Quando appoggiavo la gamba destra per camminare o solo per sollevarmi dal letto i punti mi tiravano molto, specialmente un punto mi ha fatto vedere le stelle per giorni. Per  trovare sollievo preferivo camminare  curva chiedendomi se un giorno avrei recuperato la posizione eretta. Poi però quando provavo a mettermi dritta sentivo talmente male ai punti che mi dicevo che tutto sommato la posizione eretta era sopravvalutata e che si viveva bene anche camminando con gli occhi sul pavimento.

Comunque dopo 10 giorni è passato tutto.

Ho avuto delle perdite molto abbondanti che sono durate quasi 30 giorni. Il ferro, a me che sono già anemica, è sceso molto dopo l’operazione e quindi ho dovuto reintegrarlo.

La cicatrice è passata da dolorosa a insensibile dopo 10-15 giorni. Da rossa e gonfia è diventata chiara e piatta tanto da vedersi sempre meno, dopo 3-4 mesi. E comunque con gli slip e il costume addosso già dopo poco tempo non si vedeva assolutamente nulla.

Tutto sommato quindi l’operazione e il post operatorio sono andati bene e le difficoltà e i disagi, non solo si dimenticano presto, ma passano da subito in secondo piano appena stringi in braccio il tuo piccino e con tutta te stessa pensi solo ad imparare a conoscerlo, a soddisfare le sue esigenze e ad amarlo.

Il rifiuto e la non accettazione verso il parto cesareo è comunque rimasta dentro di me. Sento come se mi sia mancata un’esperienza bellissima. l’apoteosi di quei meravigliosi 9 mesi. Del resto so bene che il parto cesareo ha salvato la vita al mio bambino e questa è la cosa più importante.

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