Il gioco della felicità

Ci sono giorni in cui ti piombano addosso delle notizie così brutte che vorresti solo seppellirti nel letto, chiudere la porta e lasciare fuori questo mondo infame e ingrato. Così ho fatto. Ero salita in stanza a cambiarmi, ma schiacciata dai pensieri mi sono trovata riversa nel letto a contemplare il soffitto.

Ma mio figlio ha l’allarme incorporato. Quando non mi vede per qualche minuto comincia subito a riavvolgere quel filo che ci lega da sempre, da ombelico a ombelico, e così mi ritrova.

“Che fai mamma?”

“Amore, guardo il soffitto!”

“E ti piace?”

“No, non molto…”

“Nemmeno a me,lo vuoi comprare nuovo come il divano?”

“No, tesoro ce lo teniamo così. Scusa è che la mamma oggi è un pochino triste”

“Quando sei triste, fai un girotondo e passerà…Così dice la tigre!”

Tu piccola personcina di due anni e mezzo, come hai fatto a trovare le parole giuste? Quella frase così spontanea, così semplice eppure così saggia mi ha scaldato il cuore e mi ha fatto sorridere. Dovrei essere io, la tua mamma, ad insegnarti ad essere forte e consegnarti perle di saggezza e semini di felicità da applicare alla tua vita. Invece oggi tu sei entrato nella mia stanza con il tuo gioco della felicità. Oggi tu sei Pollyanna e io sono zia Polly.

Dall' anime giapponese Pollyanna
Dall’ anime giapponese Pollyanna

Tu non conosci i cartoni animati che vedeva la tua mamma da piccola. Pollyanna è un’orfanella di otto anni che va a vivere nella casa di una sua zia acida, rompiscatole e musona. Questa bambina, nonostante il suo triste passato, riesce ad insegnare a zia Polly e a tutto il paese, il gioco della felicità che lei aveva imparato da suo padre. Un gioco che consiste ‘semplicemente’ nel vedere del buono e della luce in ogni cosa .

Ovviamente più difficile è il momento, tanto più difficile è il gioco. Ma …quanta felicità si può provare quando vi riusciamo?

E allora sì piccolino, oggi il mio maestro sei tu. Mi lascio guidare, facciamo il girotondo tutti insieme. E così io, tu e la Paperella abbiamo cominciato a girare e a cantare. Abbiamo fatto il girotondo una, cinque, dieci, venti volte. Ogni volta la Paperella si buttava a terra prima del tempo, perché quella parte le piace proprio tanto. E tu ti mettevi a ridere e ti buttavi a terra anche tu, trascinando anche me. Poi riprendevi tutte e due per le mani per ricominciare a cantare.

Il gioco ha funzionato. Ogni giro mi ha fatto sentire l’animo più leggero e ad ogni ‘tutti giù per terra’ mi sono sentita sprofondare sempre un pochino  di meno…

Pollyanna e John riempiono la stanza di arcobaleni
Pollyanna e John riempiono la stanza di arcobaleni

Un giorno dobbiamo provare anche noi ad appendere i prismi alla finestra come nella stanza della signora Pendergast. Sapete, la luce passa attraverso di essi e così si creano tanti arcobaleni per terra e sulle pareti. Così lo cambiamo questo soffitto!

Pollyanna: Fa un arcobaleno sulla parete! Non è meraviglioso?

Signora Pendergast: Ma quando il sole tramonterà non lo farà più, perciò smettila di meravigliarti!
Pollyanna: Certo, ma lo farà di nuovo domani quando il sole tornerà a sorgere!

Questo è ciò che vorrei trasmettervi. “Non può piovere per sempre”. Il sole tornerà a sorgere sempre e noi saremo lì a farci scaldare.

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One thought on “Il gioco della felicità

  1. Ma che bello!!! Mi hai riportato in mente tanti ricordi…Pollyanna!!! Ricordo quella scena dei prismi…
    Quanto al resto…che dire? i bambini con la loro ingenuità e sincerità sanno sempre come fare per strapparci un sorriso e farci dimenticare i piccoli problemi quotidiani.
    Vivy

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