I vantaggi del cesareo

Non voglio affrontare l’operazione, non voglio lasciare da solo il mio bambino per andare in ospedale,  non voglio camminare di nuovo gobba per il dolore del taglio e i punti che tirano, non voglio il catetere. Insomma non voglio, non voglio, non voglio…Lasciatemi puntare i piedi a terra come una bambina e urlare a tutti: Trovate un altra soluzione per tirare fuori questa creatura perché io in ospedale NON-CI-VA-DO!!!

E’ bastato lo sguardo divertito di mio marito per riportarmi alla realtà. Lui non è di molte parole. E più il tipo da cazzotto in faccia in caso di attacco di panico, non so se mi spiego.

Quindi, ok sono pronta! Se proprio devo fare questo cesareo almeno voglio sfruttare gli aspetti positivi. Ecco la mia personale lista:

  1. Mio marito farà in tempo a vedere la bambina. Questo è il vantaggio principale che mi fa stare bene e accettare meglio l’operazione. Lui dovrà partire in missione per l’Afghanistan. Grazie al fatto che abbiamo potuto fissare la data però, potrà conoscere la bambina e vederci uscire entrambe dall’ospedale. Dopodiché due giorni dopo partirà in missione
  2. Spesa perfetta e frigo pieno. Tre o quattro giorni prima del ricovero ho programmato con mio marito di fare la Spesa Perfetta. Abbiamo riempito tre carrelli oltre l’immaginabile. Vista la sua partenza imminente per l’Afghanistan, mio marito voleva che, con due bambini così piccoli,non dovessi avere l’emergenza di uscire. Io mi sono preparata praticamente per sopravvivere alla guerra nucleare… Ho preso una scorta di pannolini delle taglie dei due bambini che mi è durata circa un mese e mezzo, salviette, litri e litri di acqua minerale per preparare tisane, finocchietto ed eventualmente latte in polvere, tre confezioni di creme per il sederino, garze per il cordone, mega scorta di Plasmon, confezioni super scorta di vasetti di frutta e di omogeneizzati per il piccolo Rospetto. Poi sono passata al reparto adulti per prendere tutto ciò che poteva sfamarmi velocemente in caso in cui i due cuccioli mi risucchiassero tutto il mio tempo e la mia energia. Quindi ho fatto incetta di tutto ciò che ho trovato di inscatolato, imbottigliato,precotto, premeditato, premasticato…. ecc ..ecc..
  3. Piega perfetta. Non c’ è che dire, quando sulla tua agenda tra i vari appuntamenti segni la data del parto cesareo, beh il minimo che puoi fare è prenotare per il giorno precedente il parrucchiere. Così ti prendi un po’ di vantaggio sulla creaturina che nel momento stesso in cui verrà al mondo si intrometterà tra te il parrucchiere, la spazzola, la doccia e il gabinetto. La scorsa volta sono stata colta impreparata. Mi sono presentata in ospedale con i capelli raccolti in uno chignon fatto all’ultimo secondo. Volevo sembrare Carrie di Sex and the city ma avevo più lo stile di una rom a cui si erano rotte le acque al semaforo… Questa volta invece sono entrata in ospedale con taglio, colore e piega perfetti.
  4. Fratello maggiore affidato a mani sicure. Con il parto programmato ho fatto in modo che i miei venissero a dormire a casa nostra in mia assenza. Così che mia madre si potesse occupare del Rospetto, visto che è l’unica che riesce ad addormentarlo oltre a me. Questo per me è stato un vantaggio importante perché se fossi dovuta correre in ospedale pure questa volta, la sistemazione del Rospetto sarebbe stata per me una grossa preoccupazione, visto che i miei non abitano vicino e lui non è per niente un tipo facile.
  5. Pulizie domestiche. Visto che mia madre era qui, ho approfittato anche per fare una bella pulizia approfondita della casa. Dopo il parto pulire i vetri , i lampadari e tutto ciò che non è indispensabile sarà l’ultimo dei pensieri…
  6. Albero di Natale smontato al momento giusto. Sì se per caso anche il vostro cesareo è previsto a Gennaio non si può non pensare anche a lui: l’albero di Natale.  La mia scelta era tra smontare l’albero  subito o rassegnarmi all’idea di tenerlo in soggiorno fino al prossimo Natale. Già mi stavo affezionando un pochino all’ idea di innaffiarlo per far credere a tutti che fosse un abete vero, quando ho trovato il coraggio di riporre tutti gli addobbi e l’albero nella propria scatola. Così il mio albero per la prima volta (ed ultima) si è ritrovato inscatolato e sistemato già il 7 gennaio.

 

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