Disostruzione pediatrica, perché imparare le manovre

E’ andato tutto bene…

Non faccio che ripetermi queste parole da più di una settimana.

Eppure almeno un paio di volte al giorno rivedo quella scena e mi sento ancora tremare.

Mio figlio ha rischiato di soffocarsi con una patata al forno perché l’ho lasciato mangiare lontano dalla tavola mentre giocava.

Se gli fosse successo qualcosa non me lo sarei mai perdonato per tutta la vita.

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Era una bella domenica, a casa c’erano i nostri amici, ed eravamo tutti rilassati a chiacchierare e scherzare a tavola.

All’improvviso abbiamo sentito una brutta tosse che ci ha fatto saltare in piedi tutti e quattro.

Era il mio Rospetto che tossiva tremendamente e veniva verso di noi cercando aiuto, rosso in volto e con le mani alla gola.

Per una frazione di secondo ho sentito il gelo, l’immobilità, il panico, dentro di me e negli altri intorno a me.

Ho urlato il suo nome quasi come se solo quello potesse servire a farlo smettere di tossire e riprendere a respirare.

Invece forse quel grido di panico è servito per fare risvegliare me.

All’improvviso mi sono ricordata cosa dovevo fare.

Così l’ho messo sul mio ginocchio, a testa in giù, gli ho bloccato la mandibola per tenergli la bocca aperta e poi ho cominciato a dargli dei colpi sulla schiena.

Uno, due, tre, quattro…

Ho sentito la mia amica dirmi brava prima di accorgermi che lui avesse vomitato.

Il Rospetto stava bene

Mio marito mi ha detto: Brava sei stata fredda io stavo quasi per prenderlo dai piedi…

Fredda io? No, ancora so come ho fatto!

Dopo che tutto è passato mi sono dovuta sedere a terra per riprendermi e mentre cercavo di versare l’acqua per far bere il bambino le mani mi tremavano talmente tanto che me ne sono rovesciata metà sui pantaloni.

Il piccolo invece è tornato a giocare quasi subito, come se niente fosse successo e per fortuna si ricorda quel momento solo come uno dei tanti in cui gli è capitato di vomitare.

Anche io sono tornata presto alla giornata con gli amici, che per fortuna erano lì a distrarci.

Ma il peggio per me è arrivato dopo… Durante la notte mi sono svegliata in una valle di lacrime. Il terrore di perderlo, il panico, la paura di non farcela, la responsabilità della sua vita, il dubbio sulla correttezza delle manovre… E’ risalito su, traboccando, tutto quello che sul momento non avevo lasciato uscire fuori.

La mattina dopo non facevo che rivedere quel momento e continuavo a pormi mille domande:

Se non avessi saputo cosa fare?

Se lui si fosse trovato al piano di sopra e non l’avessi sentito?

Se si fosse trovato in un’altra casa dove nessuno poteva aiutarlo?

Se dovesse succedere di nuovo e io non fossi vicino a lui?

Sto scrivendo di questa mia brutta esperienza perché vorrei che queste domande  se le cominciassero a porre più persone possibili.

Tutti dovrebbero fare un corso di disostruzione pediatrica.

Io so che averlo frequentato ha salvato mio figlio e me.

Mi iscrissi al corso subito dopo che Francesco, un bambino di tre anni delle mie parti, morì per soffocamento a causa di un hot-dog. Morì da Ikea tra centinaia di persone che non sapevano  cosa fare per salvarlo.

Non riuscivo a capacitarmi del fatto che nessuno in quella situazione avesse avuto la capacità di intervenire.

Dopo quell’episodio ho visto vari enti promuovere dei corsi di disostruzione pediatrica. Io e una mia amica ci iscrivemmo subito.

Non avrei mai immaginato che mi sarebbe servito davvero.

Non avrei mai immaginato che sarebbe servito a mio figlio.

Ecco perché tutti dovrebbero fare un corso di disostruzione pediatrica.

Io stessa intorno agli 8 anni ho rischiato di morire soffocata a causa di una patatina Puff andatami di traverso. Mio padre intervenne come potè, cioè mettendomi le dita in gola e togliendo la pallina di formaggio lentamente.

Oggi so che quella è una delle cose peggiori da fare perché può complicare la situazione e causare maggiori danni. Mio padre questo non lo sapeva, ha agito di istinto. Siamo stati fortunati.

In quel periodo non esistevano corsi di disostruzione rivolti ai non addetti ai lavori, non c’era né cultura né informazione a riguardo. Oggi invece non ci sono scusanti, in ogni piccolo paese ci sono corsi gratuiti organizzati dalla Croce Rossa e non solo.

E’ triste e mi fa rabbia leggere che solo in Italia muore un bambino la settimana per ostruzione delle vie aeree causata da un corpo estraneo. Queste tragedie potrebbero essere evitate se tutte noi insieme ai nostri mariti e ai nonni frequentassimo un corso di disostruzione pediatrica.

Si tratta solo di investire poche ore che possono salvare la vita dei vostri figli, dei vostri nipoti, dei vostri alunni, degli amichetti che vengono a casa vostra o di perfetti sconosciuti.

Mi ha commossa leggere proprio in questi giorni che nella scuola Corrado Melone di Agresti, la Professoressa Pina Ruggiero ha salvato la vita ad una sua alunna di 11 anni che si stava soffocando con una merendina.  L’insegnante aveva frequentato proprio uno dei corsi gratuiti organizzati dalla scuola e rivolti a genitori ed insegnanti.

Io vorrei più persone così intorno ai miei figli. E voi?

Ecco perché tutte noi dovremmo conoscere le manovre di disostruzione pediatrica

Nel frattempo guardate questo video che vi spiega cosa fare.

     

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